FILTRI SOLARI – cosa ne pensiamo

Il nostro articolo di oggi riporta il documento scritto a sei mani sui filtri solari, dopo aver scandagliato la letteratura scientifica (che è quella a cui fare sempre riferimento!), dalla Dott.ssa Pucci Romano, dal Dott. Fabrizio Zago e dalla Dott.ssa Barbara Righini, persone che noi amiamo e stimiamo da sempre per le loro conoscenze e perchè come noi parlano di rispetto per la pelle, ma anche per la Natura.
 
Il loro pensiero è anche il nostro e lo ribadiamo condividendo questo loro documento in questo articolo.

 

I filtri solari nei cosmetici sono un argomento complesso, che da sempre ha catturato la
nostra attenzione e anche il nostro principio di precauzione, soprattutto alla luce del fatto
che molti filtri chimici siano certi o sospetti perturbatori endocrini e per questo anche
dannosi per la barriera corallina. Il loro potenziale negativo non può, ai nostri occhi,
risparmiare l’organo sul quale vengono applicati: la pelle

Abbiamo quindi letto con interesse quanto pubblicato il 6 maggio, sulla rivista scientifica
Jama, testata scientifica accreditata.
L’articolo “Effect of Sunscreen Application Under Maximal Use Conditions on Plasma
Concentration of Sunscreen Active Ingredients” (che potremmo tradurre con “Effetto
dell’applicazione di prodotti solari al dosaggio massimo e livello, nel plasma, dei singoli
filtri solari”), riferisce di uno studio, commissionato da FDA (Food and Drug
Administration), che ha puntato a verificare l’assorbimento, e dunque la penetrazione
nell’organismo di alcuni filtri solari chimici.

Sono stati effettuati controlli su 24 volontari, ai quali, suddivisi in gruppi di 6, sono stati
applicati solari commerciali in forme diverse (spray, lozione e crema).
Il 17% dei partecipanti, uno in ciascun gruppo, ha sviluppato rash cutaneo come reazione
avversa. Mentre nella totalità dei casi si sono trovate quantità superiori al consentito,
nel plasma sanguigno, dei filtri solari usati, nello specifico questi:
Avobenzone – nome inci: BUTYL METHOXYDIBENZOYLMETHANE
Oxybenzone – nome inci: BENZOPHENONE-3
Octocrylene – nome inci: Octocrylene
Ecamsule – nome inci: TEREPHTHALYLIDENE DICAMPHOR SULFONIC ACID

Lo studio insiste molto sul sottolineare che siano necessarie più indagini e su campioni
più estesi di volontari, e che intende essere un primo passo per un’analisi più approfondita.
Ribadisce di non voler indurre i consumatori a non utilizzare prodotti con filtri solari, e
spiega che il semplice ritrovamento nel sangue di tali filtri non significa automaticamente
che questi possano danneggiare l’organismo.

Qual è la nostra posizione a riguardo?
Prima di tutto: calma. Dopodiché, ripetiamo quello che stiamo dicendo da anni. Ovvero: il
problema per la pelle non è, o non dovrebbe essere, il sole, ma il nostro modo di
rapportarci ad esso. Non possiamo pretendere di non avere danni se ci esponiamo non
stop per molte ore al giorno, specialmente quelle più calde. Nessun solare può
proteggerci dal nostro desiderio di abbronzarci subito e velocemente. Siamo a
rischio, con questo comportamento, anche se abbiamo la pelle scura di natura – vi
lasciamo immaginare cosa significhi per una pelle chiarissima.

Inoltre non abbiamo necessità di utilizzare un filtro solare sul viso tutto l’anno, per lo meno
in Italia con il nostro clima. Ci sono pochissimi e seri casi in cui il solare diventa
assolutamente necessario, di fronte ad esigenze di patologie dermatologiche, ma
per il resto la storia che “il miglior antiage è il filtro solare” non è che una trovata di
marketing.
Quindi i prodotti con filtri solari, che siano chimici o fisici, vanno utilizzati quando serve,
unitamente al nostro buon senso e alle indicazioni che conosciamo tutti: non esporsi nelle
ore più calde, riapplicare il solare ogni due ore minimo e sempre dopo una doccia o un
bagno in mare – sì, anche se il solare fosse water resistant – non esporre i bambini fino a 2
anni di età, e oltre sempre nelle ore di sole più leggero. Non continuiamo perché, come
dicevamo, lo sapete benissimo.

Lo studio mette in evidenza delle criticità. Sicuramente ci sarà bisogno di altri
approfondimenti, ma nel frattempo noi ci appelliamo, come sempre, al principio di
precauzione.
Siamo sicuri di voler ospitare nel nostro circolo sanguigno molecole che potenzialmente
possono interferire col nostro sistema endocrino? Se parte delle molecole è capace di
penetrare la barriera cutanea, dobbiamo considerare valida la protezione dichiarata, o
questo effetto va a diminuirla? Perché, se i filtri chimici sono dannosi per i coralli tanto da
farli ammalare e morire impedendone la riproduzione, dovremmo pensare che invece per
noi esseri umani siano una passeggiata di salute?

Non dimentichiamoci, poi, cosa forse più importante, che esiste il cosiddetto “effetto
accumulo” di sostanze chimiche, che è molto difficile da valutare. Ci spieghiamo: in una
giornata siamo a contatto con una quantità di molecole impensabile anche solo 50
anni fa. Tra detersivi, profumi, inquinamento, fumo (per chi fuma e chi subisce fumo
passivo), creme – senza parlare dell’alimentazione su cui si aprirebbero capitoli infiniti, noi
assorbiamo ben più di una molecola. L’effetto di questo bombardamento è arduo da
comprendere perché dipende dalle condizioni di vita e dalle caratteristiche personali di
ciascuno. Ma a nostro avviso, sapere che ci sono tante sostanze con cui entriamo in
contatto non ci fa automaticamente concludere che una in più o una in meno non faccia
differenza. Anzi, proprio perché ce ne sono tante, quelle che possiamo risparmiarci si
potrebbero evitare.

Di fronte a questi dubbi, quindi, preferiamo NON consigliare l’utilizzo dei filtri chimici in
generale, per scarsità di dati e per dubbi più o meno fondati ma intanto presenti sulle
loro potenzialità come perturbatori endocrini.

Di questi giorni è anche la notizia che la Commissione europea ha indetto una Call for Data per alcune molecole che sono sospettate appunto di disturbare il nostro delicatissimo sistema ormonale: tra le molecole troviamo i filtri Benzophenone, Benzophenone-3, Octocrylene.

Per il momento l’alternativa che ci sembra più valida sembra essere quella dei filtri fisici,
purché non siano in forma nano – non sufficientemente verificati nella loro capacità
penetrativa e negli effetti che ciò può causare.
I filtri fisici quali ossido di zinco e diossido di titanio danno meno problemi di tollerabilità
cutanea, non sono tra quelli incriminati nella moria dei coralli, proteggono a sufficienza
sempre unitamente a tutto il corollario esposto in precedenza su buon senso e istruzioni
nell’esporsi al sole.
Vanno lavati via ben bene la sera e ripetiamo ancora una volta: vanno usati solo quando
necessari.

Sappiamo che vorreste sentirvi dire che c’è una soluzione semplice, che potete stare
al sole mille ore col solare a protezione totale (che non esiste), che se vi mettete un spf 50
sul viso tutto l’anno non avrete mai una ruga… ma non è così.
Vi invitiamo davvero a riflettere sulle vostre aspettative riguardo ad un cosmetico con filtro
solare. Vi invitiamo a verificare quali filtri ci siano nei solari che state utilizzando. Vi
invitiamo a farlo soprattutto con quelli di aziende che si proclamano “green”, perchè
abbiamo visto tante “ecofurbate” a riguardo.
E vi invitiamo a far pace con l’idea che non esista la perfezione, ma che tanto
possiamo fare cercando, confrontandoci e sperimentando. Così come facciamo noi, ormai
da quasi 20 anni.

Dott.ssa Pucci Romano – presidentessa Skineco
Dott. Fabrizio Zago – ideatore e titolare EcoBioControl e membro del comitato scientifico
Skineco
Dott.ssa Barbara Righini – titolare Saicosatispalmi e membro del comitato scientifico
Skineco

Riferimenti bibliografici:
Skin penetration and cellular uptake of amorphous silica nanoparticles with variable size,
surface functionalization, and colloidal stability.
Rancan F, Gao Q, Graf C, Troppens S, Hadam S, Hackbarth S, Kembuan C, Blume-
Peytavi U, Rühl E, Lademann J, Vogt A.
Source
Clinical Research Center for Hair and Skin Science, Department of Dermatology and
Allergy, Charité-Universitätsmedizin Berlin, Berlin, Germany. fiorenza.rancan@charite.de
J Toxicol Sci. 2010 Feb;35(1):107-13.
Study on penetration of titanium dioxide (TiO(2)) nanoparticles into intact and damaged
skin in vitro.
Senzui M, Tamura T, Miura K, Ikarashi Y, Watanabe Y, Fujii M
J Invest Dermatol. 2007 Jul;127(7):1701-12. Epub 2007 Mar 22.
Penetration of metallic nanoparticles in human full-thickness skin.
Baroli B1, Ennas MG, Loffredo F, Isola M, Pinna R, López-Quintela MA.
Study on enhancing the endocrine disrupting priority list with a focus on low production
volume chemicals (May 2007) – Revised report to European Commission DG ENV –
ENV.D.4/ETU/2005/0028r.
Community rolling action plan (CoRAP) update covering years 2013, 2014 and 2015 –
pag. 4
Call for data on ingredients with potential endocrine-disrupting properties used in cosmetic
products
Published on: 16/05/2019
http://ec.europa.eu/growth/content/call-data-ingredients-potential-endocrine-disruptingproperties-
used-cosmetic-products_en

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