Hennè ed altre erbe tintorie

Tra le piante usate per colorare ed abbellire i capelli spicca la Lawsonia inermis.

Questa pianta deve il suo nome botanico al medico inglese John Lawson, che ne descrisse gli aspetti botanici. Il termine “inermis” indica la mancanza di spine nelle piantine giovani; spine che invece sono presenti nei rami più vecchi.

La droga (cioè la parte della pianta che viene utilizzata a fini cosmetici e anche terapeutici) è costituita dai rami e dalle foglie, che vengono essiccati e poi finemente macinati. Il colore della polvere che ne deriva va dal verde al marroncino, a seconda dell’età del prodotto e anche della possibile presenza di impurità.

Nei paesi di origine (Africa, Asia e regioni tropicali) l’hennè trova largo impiego non solo in campo cosmetico, ma anche nelle pratiche mediche tradizionali. Recenti studi ne hanno confermato le proprietà antibatteriche, antifungine e antiossidanti. Ma il suo uso più esteso e antico è quello cosmetico: l’hennè infatti è impiegato da secoli come inchiostro per tingere la pelle (durante riti e festività) e ancora oggi vengono eseguiti tatuaggi temporanei a base di hennè, ma l’uso più frequente nel mondo occidentale rimane quello di tintura naturale per capelli.

La sostanza colorante della Lawsonia fu isolata per la prima volta intorno al 1920 e fu chiamata lawsone. Grazie ad un processo di idrolisi, il lawsone viene liberato e può così agire sulla struttura del capello, conferendogli riflessi più o meno rossi. Se trova un ambiente acido, riesce a fissarsi meglio alla struttura del capello e conferisce così una colorazione più duratura. Questa è la prima differenza con le tinture chimiche a ossidazione, che al contrario hanno bisogno di un ambiente alcalino perché possano penetrare all’interno della struttura del capello. Ed ecco un’altra differenza sostanziale: l’hennè, al contrario di ogni tintura chimica, non penetra nella fibra del capello per colorarlo, ma si deposita sulle squame della cuticola, portando così ad un effetto sostantivante per il leggero aumento di diametro del capello che questo comporta.

I benefici del tingere i capelli con l’hennè sono sicuramente più che gli svantaggi, ma bisogna tenere presente che potrebbe dare reazioni avverse come irritazione e sensibilizzazione. Non solo sulla cute, ma anche sulle vie respiratorie, se la polvere viene inalata. Occorre anche fare attenzione che l’hennè sia di qualità, cioè che non contenga tossine o inquinanti, che sia stato conservato al meglio (per evitare la proliferazione di batteri e funghi) e anche che non sia stato addizionato con molecole di origine sintetica, come il picramato di sodio o la parafenilendiammina. Non è così facile da capire perché purtroppo spesso ingredienti che non dovrebbero esserci non vengono dichiarati in etichetta e quindi spesso non basta sapere leggere un INCI. Oggi si è sempre più attenti nei confronti della composizione dei prodotti che si utilizzano (giustamente!) e cresce la consapevolezza della necessità di prodotti più aderenti ai concetti di sostenibilità e che corrispondano alla promessa fatta dal prodotto stesso in etichetta. Nel campo delle tinture per capelli non sempre “naturale” è sinonimo di minor rischio, a volte per le caratteristiche intrinseche delle molecole coloranti, a volte per le possibili contaminazioni perché i prodotti non hanno seguito buoni iter di fabbricazione. In questo contesto, affidarsi ad esperti e chiedere informazioni e consigli prima di acquistare è d’obbligo. Di solito non fidarsi di prezzi troppo bassi e orientarsi su prodotti certificati sono comportamenti che danno informazioni obiettive sulla qualità del prodotto.

Colorare con pigmenti vegetali è un’alternativa 100% naturale, perfetta anche e soprattutto per capelli sciupati e danneggiati dalle tinture chimiche, che alterano la fibra del capello, rendendola porosa e alla vista opaca. Le colorazioni vegetali invece sono un vero e proprio trattamento di bellezza per i capelli, che appaiono più sani e brillanti, più forti e voluminosi.

Sono tante le piante tintorie che si possono utilizzare e miscelare tra di loro per ottenere riflessi unici, che vanno dal biondo al castano al nero. La pianta tintoria per eccellenza è sicuramente l’hennè, la Lawsonia, che può essere miscelata a tante altre, come la Camomilla, la Curcuma, il mallo di Noce, il Rabarbaro, … e ad altre ancora che non hanno effetto tintorio, ma che contribuiscono a rendere i capelli più morbidi e setosi, come il fieno greco, l’hennè stesso, ma neutro, e tante altre.

Il risultato della colorazione con erbe tintorie varia da capello a capello e dipende da tanti fattori: dalla presenza o meno di capelli bianchi, dal fatto di avere i capelli colorati con tinte chimiche o decolorati, … Per questo è sempre utile fare una prova su una ciocca singola di capelli prima di procedere su tutta la capigliatura, soprattutto se si è indecisi. Oppure si può “giocare” coi colori.

Ricapitolando, per le erbe tintorie non esiste una cartella colori che indichi il risultato finale e il risultato finale dipende da diversi fattori, primo fra tutti il colore naturale di partenza dei capelli. Però in linea di massima:

  • Hennè rosso: regala riflessi ramati.
  • Hennè biondo: è una miscela che dona riflessi dorati, quindi perfetta per i capelli che vanno dal biondo al castano chiaro.
  • Rabarbaro: è una radice che dona ai capelli riflessi oro molto intensi.
  • Mallo di Noce: dona riflessi castani.
  • Robbia: colora di rosso i capelli, un rosso che va dal ramato (su capelli chiari) al mogano (su capelli scuri).
  • Hennè nero: è l’Indigo. Ravviva il colore dei capelli scuri.
  • Hennè neutro: non colora i capelli, ma li rinforza, li rende più lucidi, più spessi e voluminosi. E’ un ottimo trattamento riparatore per capelli sfibrati. In più purifica il cuoio capelluto, aiutando a debellare forfora e cute grassa.
  • Amla: accentua il colore scuro dei capelli ed ha azione astringente, quindi è perfetta su cute grassa e con forfora.

Se l’hennè usato è naturale, senza additivi e picramati aggiunti, si può tranquillamente usare su capelli che hanno subito colorazioni chimiche senza che risultino colorazioni strane. Tenete solo conto che la parte di capelli che è stata ossidata da tinte chimiche, di solito prende il colore delle erbe tintorie più intensamente. Se si vuole tornare alla tinta chimica dopo aver fatto l’hennè, è bene aspettare un paio di mesi e magari fare diverse maschere con la polvere di argilla, che aiuta a scaricare il colore.

Con le erbe tintorie è possibile coprire i capelli bianchi eccome!

Esistono miscele già pronte, dosate e miscelate ad hoc per camuffare e colorare i capelli bianchi, proprio come una tinta chimica. Sui capelli scuri si consiglia il cosiddetto “doppio passaggio” prima solo con hennè naturale (i capelli bianchi risulteranno arancioni) e poi una seconda applicazione, subito di seguito alla prima, con Indigo (l’hennè nero): si otterrà così un colore castano, più o meno scuro.

Nella pratica, quando si colorano i capelli con erbe tintorie, bisogna prima di tutto lavare i capelli con uno shampoo privo di siliconi, in modo da lavare via il sebo e le impurità presenti sul capello, che impedirebbero altrimenti al colore naturale di adagiarsi sul capello stesso. La polvere di erbe tintorie va stemperata con acqua calda, aggiungendola gradualmente fino a formare una pastella nè troppo densa né troppo fluida. A questo punto, se si tratta di Lawsonia, si può aggiungere qualcosa di acido (yogurt, aceto, succo di limone) per garantire risultati migliori. Il ph acido favorisce l’idrolisi del lawsone dai glicosidi presenti nelle foglie di hennè. In più la presenza abbondante di ioni H+ assicura la rottura dei ponti di solfuro presenti nella cheratina. Se però si ha la cute sensibile, meglio evitare e usare solo acqua calda. Comunque una volta fatta la pastella, questa va applicata sui capelli iniziando dalla radice e trascinando la pasta lungo tutta la lunghezza. Va poi messa una protezione dall’essiccamento (perché se la pastella si secca non colora o comunque colora molto meno): vanno benissimo una cuffia da doccia o la pellicola trasparente. A seconda dell’intensità del risultato che si vuole ottenere, di quanti capelli bianchi ci sono, del colore di base, il tempo di posa può variare dai 30 minuti a più ore (anche tutta una notte). Si procede poi a risciacquare accuratamente con acqua tiepida finchè l’acqua non risulterà limpida, a fare uno shampoo delicato ed eventualmente ad applicare del balsamo. Si procede all’asciugatura e si ammira il risultato. Anche se il colore finale si evidenzia solo dopo un paio di giorni dall’applicazione.

Un modo alternativo di usare le erbe tintorie per ottenere capelli ancora più lucidi è quello di fare un impacco di erbe miscelate al balsamo più indicato per i propri capelli, invece che all’acqua: si ottiene così il cosiddetto “hennè gloss”. L’hennè gloss si può applicare anche su capelli colorati con tinte chimiche o colorati in precedenza con erbe tintorie per dare maggiore brillantezza e struttura ai capelli: in questo caso si userà l’hennè neutro. Se invece si vuole dare riflesso o ravvivare il colore, si userà l’hennè rosso o miscele di erbe tintorie.

Niente più scuse: le erbe tintorie vi aspettano!

 

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