Indigo e Katam: piante tintorie per capelli forti e bellissimi

La pianta tintoria per eccellenza e più conosciuta è sicuramente l’henné, molto delicata sui capelli e rispettosa della fibra capillare.

La sua polvere è ricavata dall’essiccazione e dalla polverizzazione della pianta Lawsonia inermis, che può provenire da diversi paesi, quali India, Egitto, Iran, Marocco, … e dare perciò sfumature diverse ai capelli: per esempio la Lawsonia proveniente dall’Egitto darà riflessi ramati e caldi, mentre quella proveniente dall’Iran regalerà riflessi più freddi e tendenti al ciliegia.Il colore finale che ne risulterà dipende tantissimo anche dal colore di partenza, ma in linea di massima queste sono le sfumature che si otterranno.

In più la Lawsonia colora di rosso o arancione i capelli bianchi e anche quelli più chiari, mentre dona riflessi ramati ai capelli più scuri.

La sua capacità tintoria è data dal lawsone, una molecola che si lega alla cheratina del capello. E una volta applicata non va più via se non con il taglio dei capelli. Scarica nel tempo e coi diversi lavaggi, ma non va mai via del tutto.

I capelli aumenteranno il loro diametro e risulteranno sempre più corposi e spessi, più luminosi e ristrutturati e con sfumature naturali bellissime.

Se si abbina la Lawsonia ad altre erbe tintorie, come per esempio il Katam o l’Indigo, si coprono perfettamente i capelli bianchi e si riesce ad ottenere una colorazione che non per forza sia rossa.

L’Indigo è l’henné nero. Aiuta a rendere i capelli più scuri con toni freddi. Può essere usato puro o, per coprire i capelli bianchi, miscelato alla Lawsonia o ad altre erbe tintorie o, ancora meglio, facendo il doppio passaggio.

La sua pastella si stende con difficoltà, per questo si consiglia sempre di miscelarlo ad henné neutro o a un gel pastellante per migliorare la consistenza, che oltretutto idrateranno i capelli.

Utilizzato puro dopo varie applicazioni si può ottenere un bel colore scuro, praticamente nero, grazie alla stratificazione che avviene. Ma non si lega alla cheratina del capello come la Lawsonia, per questo tende a scaricare durante i lavaggi.

Chi ha capelli bianchi e vuole ottenere un colore nero deve fare il doppio passaggio (prima solo Lawsonia e subito dopo Indigo), mentre chi ha capelli bianchi e si accontenta o vuole ottenere un colore castano, basterà miscelare l’Indigo alla Lawsonia. Le percentuali usate nel mix, insieme al colore di partenza naturale dei capelli, decideranno quanto ramato, chiaro o scuro sarà il castano che si otterrà.

Il Katam è una pianta molto simile all’Indigo. Ma dà risultati che la differenziano dall’Indigo grazie ai suoi riflessi caldi (l’Indigo regala invece riflessi freddi).

Non va mai usato puro perché conferisce ai capelli bianchi un colore grigio-verdastro, ma sempre in mix con la Lawsonia. In questo caso, smorza il colore rosso o arancio dato dalla Lawsonia e regala un castano caldo più o meno intenso a seconda del colore di partenza e della percentuale di Katam usata nel mix.

Come l’Indigo anche il Katam ama l’ambiente basico, quindi non va usato abbinato ad altre erbe tintorie dal ph acido, come l’Amla.

Quindi Indigo o Katam?

La risposta è nel vostro gusto personale.

Sono simili nell’utilizzo, cambia solo il risultato finale nei riflessi.

Quando si prepara la pastella di erbe tintorie noi consigliamo di aggiungere solo acqua calda e al massimo un gel pastellante, che aiuti la pastella ad essere più cremosa e a non colare.

C’è l’abitudine di aggiungere ingredienti come succo di limone, yogurt o aceto per acidificare la pastella, ma potrebbero seccare molto i capelli. Oppure caffè o cacao per risaltare i toni scuri, ma è un’aggiunta inutile perché non contengono agenti coloranti. Oppure miele o burri vegetali per rendere più morbidi i capelli e contrastare l’effetto secco che le erbe tintorie possono lasciare dopo la posa, ma meglio fare un impacco nutriente dopo l’applicazione e il risciacquo della pastella per evitare che sostanze burrose creino un effetto filmante e impedisca il rilascio del colore. Oppure oli essenziali per coprire l’odore caratteristico delle erbe tintorie, che però possono creare irritazioni sulla cute.

Quindi meglio solo acqua calda.

Ogni quanto tempo fare un impacco di erbe tintorie?

La frequenza di applicazione dipende da quanto velocemente crescono i nostri capelli e da quanto il colore scarica a causa dei lavaggi e della porosità dei capelli stessi.

Il bello è che, a differenza delle tinte chimiche che aggrediscono ad ogni applicazione la cute e cambiano la struttura del capello, le erbe tintorie sono un vero e proprio trattamento di bellezza, quindi gli impacchi possono essere fatti ogni volta che ne abbiamo voglia e tempo.

Il tempo di posa può variare da un’ora a più ore. Dipende dal nostro capello e da quanto quindi prende il colore. Di sicuro oltre un certo tempo la posa può sensibilizzare la cute, quindi non ha senso.

Se si ha a disposizione un casco, i tempi di posa possono dimezzarsi grazie al calore.

Bisogna solo avere voglia di sperimentare su di sè e le erbe tintorie ti regaleranno solo vantaggi!

 

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