La detersione della pelle

La detersione è il primo passo per avere una pelle bella, il più importante perché la pelle sia sana, non solo di aspetto, ma anche di fatto.

Possiamo anche usare una crema super costosa e super ricca in principi attivi, ma se alla base non c’è una corretta detersione della pelle, la crema non avrà alcuna funzione. Questo vale soprattutto per la pelle del viso.

Sulla pelle sono presenti impurità di vario tipo: provenienti dall’ambiente (polveri, smog, …), trucco, secrezioni della pelle stessa (sudore, sebo, residui di cellule morte, …). Parte di queste impurità si legano a sostanze grasse, sono cioè lipofile, altre si legano all’acqua, cioè sono idrofile.

Quindi per fare una corretta e accurata detersione, e rimuovere così entrambi i tipi di impurità, serve un detergente che si leghi alle sostanze grasse e anche a quelle affini all’acqua. Solo in questo modo, durante il risciacquo, entrambi i tipi di impurità verranno lavati via.

Se si usa un detergente che abbia solo una di queste caratteristiche, non laverà bene e in maniera completa: sulla pelle rimarranno impurità e la pelle non ne gioverà di certo. I trattamenti successivi non avranno l’effetto sperato e anzi, col tempo, compariranno imperfezioni dovute ad una mancata corretta pulizia.

La soluzione ideale è quella di usare un detergente che contenga oli (per ripristinare il film idrolipidico) e anche tensioattivi naturali delicati (capaci di rimuovere in maniera delicata appunto i due tipi di sporco).

La scelta del detergente più giusto dipenderà dal tipo di pelle.

La frequenza consigliata e raccomandata è mattino e sera. Al mattino ha funzione tonificante, alla sera ha quella di asportare tutto ciò che è arrivato sulla pelle durante il giorno (trucco, polveri, inquinanti, creme, …).

Pulire bene la pelle del viso fa in modo che sia più pronta ad accogliere i trattamenti che le daremo poi: creme idratanti, sebo-riequilibranti, nutrienti.

La detersione può essere effettuata con latti, oli, acque micellari, saponi solidi o fluidi, … a patto che siano eco-dermo-compatibili (privi di derivati petrolchimici e tensioattivi schiumogeni aggressivi).

Una o due volte a settimana o anche tutti i giorni se delicati, possono aiutare scrub a base di granuli naturali in olio vegetale (polvere di caffè, nocciolo di albicocca, argilla verde, bicarbonato, …).

Il tonico può completare la detersione a patto che non sia alcolico né profumato con profumi sintetici. Meglio ancora se scegliamo gli idrolati, che sono più delicati e più naturali.

Dopo la detersione la pelle è luminosa e ben ossigenata e pronta ad accogliere la crema che contenga i principi attivi di cui ha bisogno.

Una detersione sbagliata o eccessiva pregiudica l’equilibrio del film idrolipidico, ne rallenta il ricambio e ne altera i componenti. Sulla pelle esiste infatti la cosiddetta “flora cutanea”, che alla pari di quella intestinale, se si squilibra (cioè se alcuni ceppi di batteri prevalgono su altri), si predispone la pelle ad essere più fragile, ad ammalarsi e rovinarsi. Il primo comandamento, di qualsiasi tipo sia la nostra pelle, è usare detergenti non aggressivi e che non facciano troppa schiuma. Siamo stati abituati a pensare che la schiuma sia sinonimo e garanzia di efficacia e, se non c’è, pensiamo che il prodotto che stiamo usando non stia lavando: in realtà i detergenti ricchi di schiumogeni alterano il ph della pelle, modificano l’equilibrio del film idrolipidico e facilitano la prevalenza e lo sviluppo di certi microrganismi su altri. In più, detergenti simili sono anche molto inquinanti. Oggi sappiamo che la detersione giusta è quella che rispetta la pelle e anche l’ambiente: il legame che unisce il nostro organo più esteso con l’ambiente è molto stretto, tanto che oggi si parla di eco-dermo-compatibilità, un concetto che andrebbe esteso a qualunque formulazione cosmetica, non solo per i detergenti: oli, creme, sieri, emulsioni, burri, schiume, … grazie alla qualità dei loro ingredienti saranno “amici della pelle” se ne salvaguardano ritmi e funzioni. Solo rifacendosi a tale principio un cosmetico sarà rispettoso dell’ambiente e anche efficace e sicuro per la pelle.

Si possono distinguere 5 tipologie diverse di pelle e quindi 5 diverse tipologie di detersione:

  • Pelle normale. E’ la più rara e, non avendo problemi, è la più facile da gestire e può essere detersa con un gel detergente schiumogeno, un’acqua micellare o un latte.
  • Pelle mista. E’ la più diffusa ed è caratterizzata da zone più grasse (la zona a T: fronte, naso e mento) ed è tendenzialmente secca nel resto del viso. La sua caratteristica è quella di non essere omogenea: zone lucide che si alternano a zone secche. La sua gestione dovrà basarsi su un mix equilibrato di prodotti da usare per non aggredirla e non sgrassarla troppo e non va nemmeno sovraccaricata di nutrienti troppo pesanti. La detersione migliore in questo caso dovrà essere delicata e a risciacquo. Sì, all’uso del panno in microfibra, a maschere all’argilla (senza aspettare però che si secchino), idratanti leggeri (gel o latte) per idratare senza occludere i pori.
  • Pelle secca. E’ quella più problematica perché oltre ad essere anti-estetica, mina la sua funzione di barriera e predispone alle dermatiti. La pelle secca dà la sensazione che “tiri”, non è lucida e non ha pori dilatati, può fare prurito e si può desquamare. Tutto questo le toglie elasticità, morbidezza e favorisce la comparsa delle rughe. Il detergente da usare deve essere delicato e possibilmente non schiumogeno: un latte cremoso è l’ideale.
  • Pelle grassa. La sua parola d’ordine è “normalizzazione”. Grassa è una pelle le cui ghiandole sebacee sono iperfunzionali, soprattutto in certi distretti (viso, sterno, tronco) e alterano l’equilibrio della pelle proprio perché producono tanto sebo. Si presenta con pori dilatati, con presenza di comedoni (punti neri), microcistine chiuse (punti bianchi), colorito spento, aspetto lucido, cattiva tenuta del trucco. Gestire la pelle grassa è difficile, ma importante per la sua salute. E un ruolo importantissimo lo gioca la cosmetica giusta da utilizzare: se si sgrassa troppo, si irrita e si secca e magari si ingrassa ancora di più (effetto rebound, cioè rimbalzo). La detersione è fondamentale: usare il vecchio e caro sapone di Marsiglia (quello vero!) o quello a base di olio di Oliva può essere di grande aiuto, così come il panno in microfibra da usare anche tutti i giorni. Per togliere il trucco si può usare un latte detergente delicato e leggero e poi, prima di aver tolto tutto il latte, insaponare il viso e poi risciacquarlo (la parte grassa del latte eviterà che il sapone secchi troppo la pelle e il sapone allo stesso tempo asporterà il sebo in eccesso). Il tonico può essere usato per un effetto finale rinfrescante, ma sono da evitare quelli a base di alcool (per evitare l’effetto rebound e l’affioramento di capillari in superficie): ottime sono le acque floreali a base di Lavanda, Rosmarino, …). Utili sono anche le maschere di argilla verde o bianca.
  • Pelle sensibile. E’ abbastanza difficile da gestire perché si arrossa facilmente, in alcuni casi “brucia” e mal sopporta gli agenti atmosferici e i cambi repentini di temperatura. Si abitua velocemente e facilmente ai cosmetici e con la stessa velocità dopo un po’ non li tollera più. E’ un tipo di pelle caratterizzata anche da una sovrapproduzione di radicali liberi, dovuta allo stato infiammatorio costante che la caratterizza. I cosmetici dedicati ideali infatti saranno ricchi di antiossidanti (vitamine, polifenoli, estratti di piante ad azione antiossidante). I principi attivi più adatti sono comunque quelli eco-dermo-compatibili, quindi privi di profumi, metalli, conservanti, additivi, coloranti, … La detergenza deve essere ultra-delicata con latte o olio a risciacquo con componenti lenitivi (frutti di bosco, acido glicirretico, …). Niente tonici, maschere e scrub perché potrebbero aumentare la reattività, a parte quelli dedicati e solo raramente.

Qualsiasi detergente si usi, il consiglio è quello di risciacquarlo sempre, anche se sulla confezione c’è scritto “senza risciacquo”. Meglio lavare via qualsiasi residuo.

Per tutti i tipi di pelle l’ideale è fare una maschera dedicata e specifica ogni tanto (lenitiva per pelli sensibili, nutriente per pelli secche, purificante per pelli impure e grasse e così via).

Se si è abituati ad usare il tonico prima di mettere la crema, preferire sempre quelli a base non alcolica o magari idrolati, che sono più delicati e naturali.

Ogni tanto uno scrub per togliere lo strato di cellule morte, ma senza esagerare. Se poi si utilizza quotidianamente una spugna konjac o un panno in microfibra per rimuovere le impurità, non ci sarà bisogno dello scrub.

Ricapitolando…

La detergenza è al primo gradino della piramide per prendersi cura della propria pelle: una sana e corretta detersione è la base per normalizzare la pelle e ripristinare il suo equilibrio. Usare un detergente piuttosto che un altro può fare la differenza. Un buon detergente deve lavare via lo sporco, ma non deve essere aggressivo, deve ripristinare l’equilibrio idrolipidico, deve mettere in moto il turnover cellulare favorendo il ricambio. Inoltre deve liberare la cute dalle sostanze inquinanti e prepararla ad accogliere il cosmetico normalizzante. I detergenti che hanno queste caratteristiche sono tensioattivi di estrazione vegetale, biodegradabili, non ittiotossici (come decyl glucoside, lauryl glucoside, sodio cocoyl glutamate) ed esfolianti delicati (come semi di prugna, albicocca, papaia, caolino).

Al secondo posto della piramide c’è la normalizzazione: utile a rimettere in ordine gli eventuali squilibri (idratazione, sebo, ph, …). Fattori normalizzanti di derivazione vegetale o da chimica verde sono: grassi vegetali (insaponificabili di karitè, olio extravergine di oliva, argan, mandorle, jojoba, cacao, vinacciolo, canapa), grassi di sintesi (colesterolo, ceramidi, squalene), umettanti (sorbitolo, glicerina, maltitolo, urea), polisaccaridi (acido ialuronico e derivati della vitamina A, come il retinolo).

Al terzo posto della piramide ci sono i principi attivi e gli additivi indispensabili per formulare un buon cosmetico: antiossidanti, emulsionanti e addensanti. Devono essere di estrazione vegetale o da chimica verde (tocoferolo, resveratrolo, coenzima Q10, ascorbyl tetraisopalmitate, Cl 12-20 alkylglucoside, dehydroacetic acid).

La piramide si completa con i fotoprotettori e i conservanti (senza i quali un cosmetico non è stabile né batteriologicamente puro). I fotoprotettori da preferire sono sicuramente i filtri fisici (ossido di zinco, biossido di titanio), micronizzati e non formulati in nanoparticelle; i filtri chimici più sicuri sono quelli formulati perché siano stabili al calore e siano biodegradabili. I conservanti migliori sono quelli di estrazione vegetale o da chimica verde (benzyl alcohol, ethylhexylglycerin, vitamina E).

Sono quindi da scegliere prodotti che non traumatizzino la pelle, ma la rendano capace di attivare le sue risorse e le sue qualità senza mortificarla e senza tentare di sostituirsi ad esse. Quelli che rispondono a queste caratteristiche sono i cosmetici eco-dermo-compatibili.

Concepire e strutturare un cosmetico secondo le regole di eco-dermo-compatibilità è più difficile, ma non è impossibile. Anzi questa deve essere la direzione!

(Bibliografia: “Un’amica per la pelle” di Pucci Romano).

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