Petrolio? No, grazie!

A proposito di informazioni faziose sulla “cosmesi che fa bene alla pelle”, ci sono quelle mandate in onda nella trasmissione dal titolo “Petrolio”!

Una trasmissione a dir poco di parte, impostata in modo da difendere gli ingredienti utilizzati nella cosmetica tradizionale e mettere in dubbio quello che dovrebbe invece essere un dogma, cioè il rispetto per la pelle e per l’ambiente in cui viviamo.

Il top si è raggiunto quando una biotecnologa industriale, che ha scritto un libro sui miti della cosmetica e dopo aver affermato che i capelli sono morti e che quindi è inutile idratarli e nutrirli (!!), ha difeso i siliconi a spada tratta come se fosse la missione della vita, descrivendoli come “protettivi per la pelle e i capelli perché formano un film che mantiene l’idratazione…”. Sì, peccato che l’Associazione Internazionale di Dermatologia Ecologica (SKINECO) affermi il contrario e, notizia molto recente, due di questi verranno presto vietati perché dannosi e altamente inquinanti!

E poi se sono morti che li siliconi a fare??

Ah, forse per dargli il colpo di grazia in caso stessero ancora respirando e non farli soffrire più!

La stessa biotecnologa ha eretto a paladini della sicurezza dei cosmetici i parabeni, conservanti considerati invece per nulla ecologici e per niente sicuri per la nostra salute perché fortemente allergizzanti e pure accusati di essere causa di malattie importanti! A riguardo ci sono studi che lo affermano. Ma per convenienza sono stati citati solo quelli a favore… Come mai quelli contro sono stati tralasciati e dimenticati?

Dare una visione parziale delle cose rende la comunicazione tendenziosa.

Comunque a onor di cronaca l’utilizzo di diversi parabeni è stato vietato. Questo significa che sono sicuri?

È stato pure affermato che i prodotti Johnson sono delicati e ottimi per i bambini!

Vorrei ricordare che non è così lontana la condanna di questa azienda a risarcire una donna che si è ammalata di cancro per aver usato i prodotti con questo marchio per una vita! Se è stata risarcita, è perché è stata riconosciuta la tossicità dei prodotti usati e quindi la colpevolezza della ditta produttrice. O no?

Noi non abbiamo la fortuna di essere genitori, ma se lo fossimo, useremmo certamente altro per la skincare dei nostri figli!

Si è anche ipotizzato che i cosmetici siano tutti uguali, a prescindere dal loro prezzo, e che quindi un prodotto vale l’altro…

Ma la qualità si paga! I cosmetici non sono tutti uguali tra di loro perché a parità di ingredienti (INCI) può cambiare la concentrazione degli stessi e può cambiare materia prima usata. Anche la provenienza di quest’ultima e come è stata trattata, fanno la differenza. Un’enorme differenza!

Spesso capita che il prezzo venga “montato” da un bel packaging e dalla pubblicità. Viene spesso accresciuto dalla ricerca e dallo sviluppo che può esserci attorno, ma quest’ultima a nostro avviso è una spesa positiva.

Anche il canale di vendita spesso fa il prezzo, nel senso che un prodotto venduto nella grande distribuzione avrà un costo più basso per soddisfare l’idea che il consumatore ha della grande distribuzione stessa, cioè di trovare prodotti a prezzi bassi. È un prezzo basso è possibile grazie al numero di pezzi che vengono prodotti (in questo la GDO è sicuramente avvantaggiata), ma si torna al discorso di prima, cioè ne perde per forza la qualità perché la qualità ha un costo.

Purtroppo può succedere anche che la qualità venga decantata e venduta a caro prezzo, anche quando non c’è. E questo rovina il giudizio su una categoria di prodotti.

Dobbiamo diventare bravi allora a capire, o meglio sentire sulla pelle, se quel tal cosmetico vale davvero quel prezzo.

Rimane il fatto che i prodotti non sono affatto tutti uguali e dicendo il contrario si confonde il pubblico e lo si inganna!

La trasmissione poi non ha fatto nemmeno un accenno all’etica che i prodotti cosmetici eco-dermocompatibili hanno, a differenza di quelli senza caratteristiche di compatibilità con la pelle e con l’ambiente. E men che meno si è parlato dell’impatto ambientale che quello che usiamo quotidianamente ha.

Nessuno ha parlato della barriera corallina che sta morendo perché soffocata dai filtri chimici usati nei solari, delle sostanze che sono tossiche per i pesci e quindi anche per noi…

Per fortuna le alternative ci sono e ad oggi non sono solo “naturali”, ma anche veramente performanti.

E la verità è che questo dá fastidio perché la “cosmesi Green” sta crescendo in maniera esponenziale (anche troppo perché poi in mezzo al buono si trova anche la fuffa!) e la cosmetica tradizionale trova i suoi paladini che la difendono in trasmissioni televisive simili, a scapito di pelle e ambiente.

Noi di Clorofilla siamo convinti che tutto possa avere un impatto ambientale, ma se scegliamo quello che ne ha meno, di sicuro vorremmo più bene sia a noi sia all’ambiente che ospita. Se poi ci sono dubbi riguardo a certe sostanze, il principio di precauzione ci guida e ci suggerisce di non usarle, almeno fino a che non ci siano più certezze e sicurezze a riguardo. Tanti ingredienti usati nei cosmetici spesso hanno bisogno di essere riverificati alla luce di studi nuovi perché magari gli scienziati si accorgono di dati contraddittori: è in questi casi che il principio di precauzione secondo noi va applicato. Insomma possono non esistere verità assolute, anche se scientifiche, perché le cose possono mutare.

Ma speriamo sempre che nella prossima trasmissione non venga affermato che il fumo è un toccasana e l’inquinamento è solo un’illusione!

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*