Sole e Vitamina D: è veramente necessario scegliere tra avere le ossa forti o avere il melanoma?

E’ ormai noto che la vitamina D è fondamentale per l’assorbimento del calcio e nel metabolismo osseo in generale.
Studi recenti hanno anche evidenziato un suo ruolo nel corretto sviluppo del sistema immunitario, nella modulazione dei processi infiammatori e nella risposta alle infezioni.

Quindi è un elemento importante.

La vitamina D è una vitamina liposolubile sintetizzata prevalentemente a livello della pelle: l’esposizione al sole (in particolare a specifiche radiazioni solari, i raggi UVB) trasforma il 7-deidrocolesterolo in vitamina D3 (colecalciferolo). Purtroppo però la luce solare naturale è caratterizzata dalla presenza di queste specifiche radiazioni (UVB) solo per un numero limitato di ore, che varia in base alla stagione e all’area geografica.

Alcune persone, supportate a volte anche da consigli di medici poco attenti o da quello che sentono dagli amici degli amici o che leggono in internet, pensano che l’esposizione ai raggi ultravioletti naturali (sole) o artificiali (lampade abbronzanti) siano la principale fonte di produzione di vitamina D e viene loro consigliato di esporsi al sole senza protezione solare perché questa impedirebbe l’assorbimento dei raggi solari e la conseguente produzione di vitamina D.

L’immagine che si compone nella testa delle persone è di conseguenza quella di dover stare per tutta l’estate al sole per accumulare più vitamina D possibile, altrimenti le ossa diventeranno deboli, così come il sistema immunitario.

Ma questa immagine non è corretta. Nel senso che…

Quanta vitamina D ci serve per avere ossa e sistema immunitario sano?

In assenza di patologie come l’osteoporosi, la dose ideale (secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Salute) è di 600 UI (Unità Internazionali) fino a 70 anni e 800 UI sopra i 70 anni.

Nell’adulto giovane è stato calcolato che una esposizione estiva su entrambe le superfici del corpo per 20 minuti giornalieri produce 10000-20000 UI. Quindi non è assolutamente necessario stare giornate intere al sole per produrre ciò che ci serve!

Anche perché, quando la vitamina D prodotta eccede il fabbisogno, il nostro corpo inizia automaticamente a smaltirla per evitarne il sovraccarico.  Quindi non ha alcun senso esporsi ore e ore al sole nella speranza di “fare scorta” di vitamina D!

Ammettendo che la produzione di vitamina D3 non avvenga se applichiamo sulla pelle uno schermo solare, questi 20 minuti quotidiani al sole possono indurre una maggiore incidenza di tumori della pelle?

Sappiamo che l’esposizione al sole senza protezione mette a rischio di sviluppare i tumori cutanei e velocizza il processo di invecchiamento (che significa formazione di macchie, rughe e grigiore cutaneo) e che l’uso regolare della protezione solare può fare molto per evitare che questo accada.

Studi controllati hanno dimostrato che l’uso regolare di una protezione solare ad ampio spettro con SPF 15 o superiore, riduce le possibilità di sviluppare carcinoma di circa il 40%, di melanoma del 50% e di invecchiamento precoce della pelle del 24 %.

20 minuti di esposizione senza protezione solare sono sufficienti a causare danni al DNA! Se poi questi 20 minuti sono ripetuti giorno per giorno per anni nella vita, i danni al DNA si sommano fino ad indurre mutazioni genetiche alle cellule e ad indurre la comparsa di tumori cutanei. 

Sfortunatamente, le stesse lunghezze d’onda UVB che inducono il nostro corpo a sintetizzare la vitamina D3, sono anche responsabili delle scottature solari e delle mutazioni genetiche che favoriscono la comparsa di tumori cutanei.

I filtri solari sono progettati per filtrare la maggior parte delle radiazioni UVB del sole in particolare:

  • Un filtro SPF 15 scherma circa il 93% dei raggi UVB
  • Un SPF 30 scherma circa il 97% dei raggi UVB
  • Un SPF 50 scherma circa il 98% dei raggi UVB
  • Un SPF 50+ scherma circa il 99% dei raggi UVB

Ciò significa che

  • nessun filtro scherma il 100% dei raggi solari UVB
  • che non c’è grandissima differenza in termini di percentuale di raggi schermati tra una crema con spf 30 e una con SPF 50+
  • che anche una crema con “solo” SPF 15 scherma più di 90% dei raggi UVB e quindi svolge egregiamente la funzione di prevenzione dei tumori cutanei

(Nota bene: questi valori vengono rispettati nella tua pelle se applichi 2 mg di prodotto ogni cm quadrato di pelle! Quindi circa 30 grammi su tutto il corpo per ogni applicazione. E se riapplichi il prodotto, con le stesse dosi, ogni 2 ore di esposizione. Se invece applichi meno prodotto, o non lo riapplichi ogni 2 ore, questi valori si riducono in maniera esponenziale!)

Ma il sole non produce solo raggi UVB: come la mettiamo con gli UVA?

Le radiazioni UVA presentano una lunghezza d’onda più lunga (320-400 nm) e sono responsabili dell’invecchiamento precoce della pelle e, di conseguenza, della predisposizione al cancro della pelle.

Uno studio pubblicato nel 2015 su Science, la rivista scientifica più importante al mondo, ha dimostrato che il danno cellulare indotto dai raggi UVA può iniziare già dopo un solo minuto di esposizione al sole! In particolare, il danno ai melanociti (le cellule che producono il pigmento melanina della pelle) continua anche per ore dopo il termine dell’esposizione al sole. E con i melanociti non si scherza: la mutazione del loro DNA può portare al melanoma, la forma più letale di cancro della pelle.

A questo punto, chiarito che il danno al DNA indotto dai raggi solari, sia UVA che UVB, avviene fin dai primi minuti di esposizione solare e che gli effetti di accumulo di queste radiazioni inducono la comparsa di tumori cutanei, è evidente l’importanza dell’applicazione del filtro solare almeno SPF 15 ogni giorno, sia in città che in vacanza.

Se poi, oltre al filtro solare ad ampio spettro (che significa sia anti UVA che anti UVB), si usano altri metodi di protezione solare come indossare occhiali da sole con filtri UV certificati per proteggere gli occhi e l’evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, ancora meglio!

“Ok ho capito, devo proteggermi dai raggi solari, ma la vitamina D?”.

Gli studi clinici non hanno mai riscontrato che l’uso quotidiano di creme solari porti ad insufficienza di vitamina D. Anzi, mostrano che le persone che usano la protezione solare quotidianamente possono mantenere i loro livelli di vitamina D assolutamente intatti.

Il sole non è l’unico strumento che abbiamo per acquisire la Vitamina D.
Lo possiamo fare anche combinando dieta ed integratori alimentari.
I pesci grassi come il salmone, lo sgombro e il tonno sono fonti particolarmente ricche di Vitamina D. Piccole quantità sono presenti anche nei tuorli d’uovo, nel fegato e nel formaggio.

Per i mesi invernali, quando alle nostre latitudini è difficile potersi esporre al sole, assumere degli integratori può essere la scelta più giusta.

In conclusione, sfatiamo l’ennesimo falso mito legato all’esposizione solare: non è affatto necessario scegliere tra prevenire i tumori cutanei e prevenire l’osteoporosi. Si possono fare entrambe le cose in estrema sicurezza!

(tratto da myskin.it)

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